Sigma 150-600mm Contemporary: Vale ancora la pena nel 2026?
Se c’è una domanda che ogni fotografo sportivo si pone prima o poi, è questa: “Come faccio ad arrivare laggiù senza vendermi un rene?”. Il 70-200mm f/2.8 è sacro, il 100-400mm versatile, ma quando devi immortalare il volto di un pilota in fondo al rettilineo o l’espressione del portiere dalla parte opposta del campo, i millimetri finiscono sempre prima dell’azione.
È qui che entra in scena il Sigma 150-600mm f/5-6.3 DG OS HSM Contemporary.
A sette anni dal lancio, continua a essere il “biglietto d’ingresso” più accessibile per il mondo dei super-teleobiettivi. Ma nel 2026 vale ancora la pena? La risposta breve è sì, ma solo se sai cosa aspettarti e come usarlo.
Il democratizzatore dei 600mm
Prima che Sigma lanciasse la linea Contemporary, raggiungere i 600mm significava spendere cifre a quattro zeri o affittare ottiche professionali per occasioni speciali. Il Sigma 150-600mm ha cambiato le regole del gioco: improvvisamente, riempire il fotogramma con dettagli impossibili — le gocce di sudore sul volto di un calciatore, la scritta sugli pneumatici di una moto in curva, lo sguardo concentrato di un atleta dall’altra parte della pista — è diventato possibile anche per chi non ha budget da agenzia.
Parliamoci chiaro: questo obiettivo non è perfetto. Ma ti permette di portare a casa scatti che, semplicemente, con un 70-200mm non esisterebbero. E alla fine, nel nostro lavoro, lo scatto è tutto.

Luminosità e peso: i compromessi da accettare
È buio? Sì. A 600mm sei a f/6.3, e questo significa che al tramonto o nei palazzetti poco illuminati dovrai alzare gli ISO. La buona notizia è che nel 2026 quasi tutti i corpi macchina moderni gestiscono bene il rumore digitale fino a 3200-6400 ISO. Se hai una full frame degli ultimi anni, puoi lavorare anche in condizioni di luce difficili senza troppi compromessi.
È pesante? Circa 2 kg. Non è un macigno come la versione Sport dello stesso Sigma (che arriva a 2,9 kg), ma dopo 90 minuti di partita a mano libera lo sentirai tutto sulle braccia. Un monopiede diventa quasi indispensabile per sessioni lunghe, anche se lo stabilizzatore ottico (OS) funziona discretamente bene se decidi di scattare a braccio per inseguire l’azione rapida.
La fisica vince sul crop: sempre
Molti pensano: “Uso il mio 70-200mm nitidissimo e poi ritaglio in post-produzione”. È un ragionamento che sembra logico, ma sbagliato. L’ottica fisica batte quasi sempre il crop digitale. Avere 600mm reali ti regala uno schiacciamento dei piani e una compressione dello sfondo che un ritaglio da 200mm non potrà mai restituire. Anche se il Sigma 150-600mm Contemporary non ha la nitidezza chirurgica di un super-tele Canon L o Sony G Master da 5.000 euro, la “presenza” del soggetto nel fotogramma è completamente diversa.
Un dettaglio in più: la compressione prospettica dei teleobiettivi lunghi isola il soggetto in modo naturale, facendo sparire il contesto caotico che spesso disturba negli scatti sportivi. È fisica, non post-produzione.

Tre regole d’oro per non buttare gli scatti
Il micromosso a 600mm è letale. Basta una vibrazione minima per rovinare uno scatto che sembrava perfetto sul display della fotocamera. Ecco tre consigli pratici per evitare frustrazioni:
1. Tempi di sicurezza
Non scendere mai sotto 1/1000s se scatti a mano libera a 600mm, anche con lo stabilizzatore attivo. In condizioni ideali, spingersi a 1/1250s o 1/1600s è ancora meglio. Ricorda: lo stabilizzatore aiuta, ma non fa miracoli contro il movimento del soggetto.
2. Chiudi il diaframma (quando puoi)
Se c’è luce sufficiente, chiudi a f/7.1 o f/8. La nitidezza fa un salto di qualità evidente rispetto al diaframma completamente aperto. Molti obiettivi zoom sono più morbidi agli estremi dell’apertura: il Sigma 150-600mm non fa eccezione.
3. Attenzione all’heat haze
Questo è un dettaglio che pochi menzionano, ma è cruciale: nelle giornate calde, l’aria che trema sopra il campo (heat haze) distrugge la nitidezza degli scatti a lunga distanza. Non è colpa dell’obiettivo, è fisica atmosferica. In quei casi, ridurre leggermente la focale o cambiare angolazione può fare la differenza.
Per chi è davvero questo obiettivo?
Il Sigma 150-600mm f/5-6.3 DG OS HSM Contemporary è ideale per chi:
- Fotografa sport all’aperto con buona luce (calcio, atletica, motociclismo, sport equestri)
- Vuole esplorare i super-teleobiettivi senza investire migliaia di euro
- Ha un corpo macchina che gestisce bene gli ISO alti
- È disposto ad accettare qualche compromesso in nitidezza per avere 600mm reali
Non è l’obiettivo giusto se:
- Fotografi principalmente sport indoor o in notturna (la poca luce lo penalizza troppo)
- Hai bisogno della massima nitidezza a qualsiasi costo
- Non vuoi portare con te un monopiede o un treppiede

Alternativa o complemento al 70-200mm?
Questa è la domanda più frequente.
La risposta è: complemento, non alternativa. Il 70-200mm f/2.8 rimane l’obiettivo sportivo per eccellenza per versatilità, luminosità e gestibilità. Ma ci sono situazioni — un match di calcio dove sei relegato a bordo campo lontano dall’azione, una gara motociclistica, un evento di atletica — dove senza 600mm torni a casa con mezze figure invece che primi piani.
Se devi scegliere il primo obiettivo sportivo, prendi il 70-200mm. Ma se vuoi espandere le possibilità narrative e catturare dettagli altrimenti impossibili, il Sigma 150-600mm Contemporary è ancora, nel 2026, la scelta più intelligente nel rapporto qualità-prezzo.
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