Sony 70-200 GM II: il tele zoom leggero per lo sport
A fine partita, con due ore di campo sulle spalle, la schiena presenta il conto. Un 70-200 f/2.8 al collo o sul monopiede pesa più di quanto sembri, ed è da qui che nasce il Sony 70-200 GM II: la seconda generazione del tele zoom che, su mirrorless E, per molti fotografi sportivi è l’obiettivo di riferimento.
La promessa è semplice: stessa luminosità costante f/2.8, ma con un peso ridotto e un autofocus pensato per soggetti che cambiano direzione in un attimo. Resta da capire quanto di questa promessa regga davvero tra palestra, bordo campo e tribuna.
Il peso fa la differenza su una giornata intera
Il dato più evidente è la massa: circa 1.045 grammi, quasi 435 in meno rispetto al modello originale, che si aggirava intorno a 1.480. Sul foglio sembra una cifra qualunque. Durante un torneo con più partite nello stesso giorno diventa la differenza tra arrivare all’ultimo set con la mano ferma e ritrovarsi a scattare con le braccia stanche.
Pesa meno anche in tribuna: in uno stadio dove il monopiede non è sempre consentito, tenere il tele a mano libera per un tempo di gioco intero resta fattibile, cosa che con la generazione precedente richiedeva più allenamento che tecnica.

Autofocus: quattro motori per seguire l’azione
Il cuore del progetto sono i quattro motori lineari XD, che muovono gruppi ottici più leggeri rispetto al passato. In pratica significa partenze rapide, spostamenti silenziosi e meno vibrazioni, utili quando il soggetto scatta da un lato all’altro del campo e il sistema deve riagganciarlo senza esitare.
Lo schema ottico conta 17 elementi in 14 gruppi, con rivestimento al fluoro sulla lente frontale: un dettaglio che si apprezza quando la pioggia o il fango sporcano il fronte dell’obiettivo e la pulizia deve essere rapida.

Stabilizzazione e distanza minima di messa a fuoco
La stabilizzazione ottica propone tre modalità, da scegliere in base al tipo di scena: quella standard per scatti statici, un’impostazione dedicata al panning per i soggetti che attraversano il campo, una pensata per i movimenti più irregolari. Vale la pena provarle con lo sport che si fotografa più spesso e fissare quella che funziona meglio.
La distanza minima di messa a fuoco, tra 40 e 82 centimetri a seconda della focale, apre a inquadrature ravvicinate: un casco, una mano sulla palla, un dettaglio dell’attrezzatura sulla panchina. Piccoli racconti che completano il servizio oltre l’azione pura.
Teleconvertitori, anello del diaframma e resistenza
Il 70-200 GM II accetta i teleconvertitori 1.4x e 2x, utili quando la posizione a bordo campo è lontana dall’azione, ma con un compromesso: la luminosità si riduce e va compensata con ISO più alti. L’anello del diaframma dedicato e i comandi sul barilotto restano raggiungibili senza staccare l’occhio dal mirino.
La costruzione è sigillata contro polvere e umidità, quindi regge senza problemi le partite sotto una pioggia leggera o gli impianti con aria carica di polvere.

Come si comporta tra palestra, campo e piscina
In una palestra con luci al neon, dove i tempi ristretti obbligano a stare su 1/1000 s o più, la luminosità costante permette di tenere gli ISO sotto controllo. Su un campo all’aperto la gamma 70-200 è ideale per il gioco a metà campo, mentre per le azioni sulla linea opposta torna utile il teleconvertitore. Nel nuoto o nella ginnastica, dove ci si muove poco e si scatta da una posizione fissa, il peso ridotto aiuta nei lunghi appostamenti.
Cosa non convince
Il primo ostacolo è il prezzo, da professionista. Poi il collare treppiede, che non è compatibile con il sistema Arca-Swiss: per chi usa un monopiede con piastra dedicata può servire un adattatore. Le recensioni segnalano inoltre una leggera perdita di nitidezza agli angoli a 200 mm con f/2.8 e un po’ di vignettatura, difetti che a diaframma più chiuso si attenuano e che in pratica emergono soprattutto nelle foto a campo largo.

Per chi ha senso scegliere il Sony 70-200 GM II
Ha senso per chi fotografa indoor o con luce scarsa, dove f/2.8 costante fa la differenza, e per chi passa molte ore sul campo. Chi cerca più allungo guarda ai super-tele zoom; per un confronto, vale la pena leggere come orientarsi tra 100-400 e 150-600. Prima di acquistare, meglio provare l’obiettivo sul proprio corpo macchina, in un contesto reale: una partita dal vivo racconta più di qualsiasi scheda tecnica.
Per approfondire
Scheda ufficiale Sony FE 70-200 mm F2,8 GM OSS II
Recensione TechRadar del Sony FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II
Recensione Photography Blog: conclusioni
150-600mm contro 100-400mm: quale tele per il campo
Nikon Z 180-600mm: il super-tele zoom per lo sport
