Baskin a Monfalcone: le finali nazionali nello sguardo di Olivier Asquini
Il Baskin è il basket inclusivo che porta in campo, nella stessa squadra, persone con e senza disabilità, di ogni età e di entrambi i generi. Grazie a un regolamento specifico e a sei canestri posizionati ad altezze diverse, ogni giocatore entra in campo con le proprie capacità, che diventano risorsa per il gruppo. Riconosciuto dal CIP, il Baskin conta oggi circa 250 associazioni affiliate in Italia e quasi 10mila tesserati, una crescita che ha portato dal 12 al 14 giugno alle Finali Nazionali del Campionato di Baskin 2026, ospitate a Monfalcone.
Tre giorni, otto squadre, una finale al cardiopalma
Le partite si sono giocate tra il PalaPaliaga e la Palestra Verde, organizzate da Go Beyond ASD con il supporto di EISI, l’Ente Italiano Sport Inclusivi. Otto squadre, due gironi, quattordici partite in tre giorni, fino a 400 spettatori per le gare decisive. Un pubblico che, secondo le cronache locali, ha sostenuto con un tifo intenso ma rispettoso, in silenzio durante i tiri più delicati.
La finalissima ha rispettato le attese: Baskings Reggio Emilia, arrivata imbattuta dal proprio girone, ha tolto lo scudetto ai campioni in carica dello Zio Pino Udine con un 90-88 deciso negli ultimi secondi. Il terzo posto è andato al Concordia Schio, che ha superato il Booombaskin Pesaro 105-97. A completare il quadro delle otto finaliste, Excelsior Bergamo, CPM Cerano, Costone Siena e Teambaskin Cremona.
Lo sguardo di chi era in campo
Olivier Asquini segue il basket inclusivo con un obiettivo dichiarato: raccontare le emozioni, non solo il punteggio. In una palestra, tra luci difficili da gestire e azione che non si ferma mai, il momento giusto va anticipato più che inseguito. Si vede negli scatti il volto contratto di un giocatore prima di tirare, l’esultanza incrociata sotto un canestro, le bandiere sugli spalti, gli abbracci a fine partita. Sono immagini che non hanno bisogno di didascalie lunghe: parlano da sole di tensione agonistica vera.

Uno sport che merita più obiettivi puntati addosso
Il Baskin a Monfalcone dimostra una cosa semplice: l’emozione sportiva non ha bisogno di un grande stadio per essere autentica. Chi segue squadre o campionati di sport inclusivo e vuole condividere il proprio reportage con SPORTSHOTS può scrivere alla redazione, magari partendo da un altro racconto dal campo firmato dal magazine.

Per approfondire
Chi vuole saperne di più sulle regole del Baskin può consultare il sito ufficiale dell’associazione. Il resoconto completo delle finali, con le parole di chi era presente alle premiazioni, è su Il Goriziano.
Gli scatti di questo articolo sono di Olivier Asquini, che racconta il basket inclusivo su Instagram e Facebook.















