Nikon NIKKOR Z 120-300mm f/2.8 TC VR S: il tele da stadio con teleconverter integrato
Chi fotografa sport da bordo campo conosce il dilemma: il 70-200 f/2.8 è luminoso ma corto, i super-tele zoom arrivano lontano ma perdono luce, e il 300 f/2.8 fisso obbliga a scegliere una sola distanza. Il Nikon NIKKOR Z 120-300mm f/2.8 TC VR S prova a ridurre il problema con un teleconverter integrato che porta lo zoom a 420 mm.
Questa è un’anteprima basata sui dati dichiarati da Nikon e sulle prime notizie di stampa, non una prova sul campo: i giudizi su autofocus, nitidezza e stabilizzazione dovranno aspettare recensioni indipendenti. Secondo Fstoppers e Newsshooter la disponibilità è prevista a metà novembre 2026.
Cosa dichiara Nikon
Nikon presenta un obiettivo per mirrorless full frame con apertura costante f/2.8 su tutta la gamma da 120 a 300 mm. Il teleconverter 1,4x è integrato e si attiva con un interruttore: porta la focale a 420 mm e l’apertura massima a f/4, come riporta la scheda pubblicata da DPReview.
Il peso dichiarato è di circa 2.735 g, circa 515 g in meno del vecchio AF-S 120-300mm f/2.8E FL ED SR VR del 2020. Nikon parla anche di stabilizzazione fino a 6,5 stop secondo la metodologia CIPA, misurata con una Z6III al tele e senza teleconverter, che richiede un corpo compatibile con Synchro VR.
Il teleconverter integrato sul campo
Il vantaggio pratico, almeno sulla carta, sta nella rapidità. Passare da 300 a 420 mm senza smontare nulla significa poter reagire quando l’azione si allontana: un attaccante sul lato opposto del campo, un tennista a fondo corte, un tuffo in un impianto largo.
Funziona bene pensare al teleconverter come a una marcia in più da usare con criterio: f/4 resta una buona apertura, ma non vale più la luminosità di f/2.8. Nelle partite serali e nei palazzetti, dove ogni stop conta, meglio restare senza moltiplicatore finché la luce lo permette. Nikon indica come impieghi tipici il pattinaggio artistico e il basket indoor, il tennis e il calcio all’aperto, dove la distanza dal soggetto cambia di continuo.
Autofocus, costruzione e dettagli
Il motore AF è un Silky Swift VCM, descritto da Nikon come adatto ai soggetti in rapido movimento: è un dato dichiarato, ancora privo di test indipendenti. Zoom e messa a fuoco sono interni, quindi la lunghezza dell’obiettivo non cambia mentre si lavora.
Tra i dettagli utili a chi lavora in trasferta, Nikon cita la costruzione con magnesio e le guarnizioni contro polvere e gocce (senza garanzia di protezione in ogni condizione), il collare per treppiede compatibile Arca-Swiss, i filtri avvitabili frontali e un portafiltri posteriore. Secondo Digital Camera World, il filtro frontale è da 112 mm e la messa a fuoco minima va da circa 0,98 m a 120 mm a 2 m a 300 mm.
Contro il 70-200 più moltiplicatore
Chi usa oggi un 70-200 f/2.8 con un moltiplicatore esterno ha già una soluzione leggera e versatile. La differenza sta nel range di partenza: con il 120-300 si parte da 120 mm, quindi la copertura ai lati corti si perde e resta il bisogno di un secondo corpo con un’ottica più corta.
Il guadagno è nel tele: f/2.8 fino a 300 mm, senza passare da un’apertura ridotta. Per chi fotografa da dietro la linea di fondo o dalle tribune, è la distanza in cui il 70-200 inizia a stare stretto.
Contro il 180-600
Il confronto con un tele zoom come il Nikon Z 180-600mm, di cui sportshots.it ha già parlato, riguarda un altro modo di lavorare. Il 180-600 arriva molto più lontano ma è meno luminoso: va bene all’aperto, con buona luce, dove conta la lunghezza. Il 120-300 resta un obiettivo da stadio e palazzetto, pensato per la luce difficile.
Il costo di questa scelta è il peso e la lunghezza: con circa 2,7 kg e oltre 35 cm, come ricorda Newsshooter, l’obiettivo non è per tutti i giorni. Meglio un monopiede, e una valutazione onesta di cosa si è disposti a portare per tutta la partita.
Per chi ha senso e per chi no
Ha senso per il fotografo che lavora spesso in luce scarsa, con soggetti che si avvicinano e si allontanano e che vuole una sola ottica per due distanze. Ha meno senso per chi scatta soprattutto all’aperto con buona luce, dove un super-tele zoom più leggero offre più lunghezza con meno fatica.
Anche la fascia di costo conta: l’obiettivo si colloca tra i professionali di alto livello, e per un uso occasionale potrebbe non essere la scelta più razionale. Vale la pena aspettare le prime recensioni indipendenti prima di una decisione.
