Adrian Dennis: il fotografo AFP che ha trasformato un’ombra in una foto dell’anno
In una pausa di otto minuti tra un cavaliere e l’altro, Adrian Dennis guarda a terra e nota le ombre delle persone che passano. Pensa a come verrebbe quella di un cavallo. Siamo a Greenwich Park, nella prova di cross-country dell’equitazione ai Giochi di Londra 2012, e la sua idea è semplice: la fotografia sta a terra, non sul soggetto.
Lo racconta lui stesso in un’intervista ad Amateur Photographer. Quello scatto, un cavallo in salto visto dall’alto attraverso la propria ombra, vincerà la fotografia dell’anno ai Press Photographer’s Year Awards, come riporta Press Gazette. È una lezione di osservazione prima ancora che di tecnica.

Dal Regno Unito alla Florida e ritorno
Dennis è un fotografo sportivo britannico, staff photographer dell’agenzia France-Presse. Prima della fotografia ha fatto l’apprendista ingegnere in fabbrica, come racconta in un’intervista di Pelican Products. Poi ha studiato giornalismo negli Stati Uniti, all’Università della Florida, e si è laureato nel 1993. Ha lavorato per il Gainesville Sun e per lo St. Petersburg Times.
Nel 1996 torna in Inghilterra e lavora per l’Independent. Dal 2000 entra in AFP, dove da una decina d’anni dirige la copertura sportiva del Regno Unito dalla sede di Londra. Nel 2016 l’università gli ha assegnato il riconoscimento di Alumnus of Distinction.
Sei Olimpiadi e molti altri palcoscenici
Il profilo dell’Università della Florida elenca sei edizioni dei Giochi: Salt Lake City, Atene, Pechino, Vancouver, Londra e Sochi. A queste si aggiungono numerosi campionati di Wimbledon, la Ryder Cup, l’Open di golf, Mondiali di calcio e di cricket e campionati mondiali di atletica in diversi paesi.
Nell’intervista Pelican spiega che nel corso dell’anno segue calcio, rugby, tennis, ippica e atletica, a seconda della stagione. Una varietà che richiede adattabilità: ogni sport ha ritmi, luci e posizioni diverse, e ogni stagione porta uno scenario nuovo.

Londra 2012: la foto del cavallo
L’articolo di Amateur Photographer permette di ricostruire la scena. Dennis è in cima alla tribuna del Greenwich Park, sporto dal parapetto, con il fiume e Canary Wharf sullo sfondo. Intorno alle sedici, nelle pause tra un cavaliere e l’altro, nota le ombre. Scatta con una Nikon D4 e un 70-200mm a 70 mm, 1/2000 di secondo e f/4.5, mettendo a fuoco a mano sulla distanza della testa del cavaliere.
Il primo passaggio fallisce: taglia la testa del cavaliere, perché non aveva previsto quanto fosse lunga l’ombra. Deve aspettare altri otto minuti, temendo nuvole e luce in movimento. Un altro fotografo sale sulla tribuna, e Dennis finge di fare una veduta generale per non rivelare lo scatto. Su otto o nove fotogrammi al secondo, solo uno ha tutti gli elementi in equilibrio.

Premi e riconoscimenti
La fotografia ha vinto Photograph of the Year ai Press Photographer’s Year Awards 2013, insieme a Sports Folio of the Year e Olympic Folio, secondo Press Gazette: erano oltre 390 le candidature da più di venti paesi. Dennis è stato anche Sports Photographer of the Year della Sports Journalists’ Association nel 2012 e nel 2014.
Il dato più interessante è che il premio più importante sia andato a una foto costruita su un’idea, non su un gesto atletico. L’azione, in quell’immagine, è quasi fuori campo. Quello che conta è come la luce e l’ombra trasformano la scena.

Il metodo: conoscere l’attrezzatura
Nell’intervista Pelican, Dennis dice che di solito porta due o tre Canon EOS 1DX Mark II e due ottiche preferite, un 70-200mm f/2.8 e un 400mm f/2.8. Per alcuni sport usa Pocket Wizard e una fotocamera remota con grandangolo, ad esempio dietro la porta o sul traguardo di una gara di ippica.
La sua regola è netta: conoscere l’attrezzatura alla perfezione, perché in azione “there’s no time to adjust settings”. Per una foto efficace cerca prima il momento decisivo, poi nitidezza, sfondo pulito e assenza di distrazioni. Gli piace sperimentare, con tempi lenti o composizioni insolite, per distinguersi dai colleghi che fotografano la stessa scena.
Un mestiere fisico
Sul lato difficile del lavoro, Dennis non nasconde nulla. Durante le Olimpiadi, giornate da dodici-sedici ore per circa venti giorni consecutivi. Freddo, pioggia, attrezzatura pesante e costosa, eventi nei fine settimana. Tra le sfide indica il costo dei materiali e il calo dei budget nel fotogiornalismo.
Oggi molti scatti partono direttamente dalla fotocamera verso un editor, via cavo o wifi, e le immagini arrivano ai clienti in pochi minuti. Il fotografo deve quindi scattare, scegliere e inviare in una sola sequenza, spesso da bordo campo.

Guardare oltre il soggetto
L’insegnamento di Dennis è utile anche a chi fotografa a livello locale. Prima di ogni evento, vale la pena guardare oltre il soggetto: luce, ombre, geometrie del campo, punti alti da cui guardare. A volte una foto che nessuno ha fatto nasce da una posizione che nessuno ha considerato.
Funziona bene anche annotare, a fine giornata, un’idea che non è stato possibile realizzare. La prossima volta, con la stessa luce, potrebbe diventare lo scatto giusto.
