Milano Rugby Festival 2026 — Dentro il più grande torneo di rugby a sette d’Italia
75 squadre. 3 campi. 6 giorni. Il Milano Rugby Festival 2026 si è confermato l’appuntamento più grande in Italia per il rugby a sette, con squadre arrivate da tutta Europa —Inghilterra, Francia, Cipro, Malta, Albania e non solo — per giocarsi tutto sul campo del Viterbi Stadium di Cernusco sul Naviglio. SPORTSHOTS era lì, dal primo all’ultimo giorno.

Un festival che continua a crescere
Il Milano Rugby Festival non è solo un torneo di rugby. È un formato che negli anni ha saputo costruire qualcosa di più grande delle partite stesse — un appuntamento che raduna atleti, famiglie, appassionati e semplici curiosi attorno a uno sport che in Italia sta crescendo, silenziosamente ma con costanza.
L’edizione 2026 ha confermato questa tendenza. Settanta squadre iscritte, provenienti da più paesi europei, distribuite in categorie che coprono ogni livello del rugby a sette: Men Elite, Men Social, Women e Veterans nel weekend del 30 e 31 maggio. Il 2 giugno, giornata dedicata al settore giovanile con il Seven Youth, categorie Under 14, Under 16 e Under 18. Tre campi in funzione contemporaneamente, partite continue dalla mattina fino alle cinque del pomeriggio.
Caldo record
Il weekend del 30 e 31 maggio ha vissuto temperature record, con punte fino a 35 gradi. Giocare a rugby a sette con quel caldo non è una passeggiata — il formato richiede esplosività, cambi di direzione continui, intensità per tutti i sette minuti di ogni tempo. I giocatori sono stati dei veri eroi. Tra una partita e l’altra ci si riparava come si poteva, l’acqua non bastava mai, eppure sul campo nessuno si tirava indietro.
A supporto degli atleti, lungo i campi era attivo un team di osteopati che ha lavorato senza sosta per tutto il weekend. Tra una partita e l’altra, i tavoli da massaggio non si svuotavano mai — un servizio che ha fatto la differenza in condizioni climatiche così difficili.

Dentro le partite
Seguire il Milano Rugby Festival da bordo campo significa scegliere continuamente — tre campi in parallelo, partite ogni quindici minuti, categorie diverse con stili di gioco completamente differenti. Il rugby Elite porta velocità e fisicità. Il Social porta entusiasmo e qualche errore di troppo che però rende tutto più umano. Le categoria femminile mostra una determinazione e una professionalità eccellente. I Veterans giocano con la testa di chi ha già dato tutto e ora si gode ogni minuto.
Lo spirito del rugby si vedeva in ogni categoria, in ogni fascia. Non cambia il livello — cambia il contesto, ma la sostanza resta la stessa.

Il pubblico
Centinaia e centinaia di persone attorno ai campi ogni giorno. Non solo tifosi delle squadre — anche semplici curiosi, famiglie, appassionati di sport attratti dall’energia del festival. Le squadre che aspettavano il loro turno guardavano le partite degli altri, facevano tifo, si mescolavano con il pubblico. Un ambiente sano, quello che lo sport dovrebbe sempre essere e non sempre riesce ad essere.

La sera, dalle 19 in poi, il festival cambiava faccia. Nel parco di fianco al canale della Martesana iniziavano i concerti — giocatori di tutte le nazionalità, pubblico e curiosi uniti per festeggiare insieme. Sport di giorno, festa di sera.
Lo Skanderberg 7’s
Tra le settanta squadre in campo c’era anche loro — lo Skanderberg 7’s, la rappresentativa albanese al Milano Rugby Festival. Giocatori arrivati da tutta Europa per indossare la stessa maglia, ritrovarsi su un campo e giocare insieme. Il rugby albanese è un movimento ancora giovane, sparso tra Italia, Francia e Stati Uniti, ma con una presenza che cresce anno dopo anno. Sul campo hanno dato tutto. Fuori dal campo, ancora di più.

Seven Youth — quando la pioggia non ferma nessuno
Il 2 giugno aveva un’atmosfera completamente diversa. Il caldo record del weekend era solo un ricordo — pioggia incessante, temperatura calata di colpo, campo bagnato dall’inizio alla fine. Condizioni che avrebbero scoraggiato chiunque. Non i ragazzi dell’Under 14, Under 16 e Under 18 del Seven Youth.
Sul campo del Viterbi, sotto una pioggia che non ha mai smesso, i giovani hanno giocato come se il tempo non esistesse. Placcaggi nell’acqua, palloni scivolosi, maglie fradice — niente ha cambiato l’intensità delle partite. Sugli spalti, i genitori erano lì. Bagnati anche loro, ma lì.
C’è qualcosa nel rugby giovanile che racconta lo sport in modo più diretto di qualsiasi altra categoria. Non ci sono contratti, non ci sono sponsor, non ci sono telecamere. C’è solo il campo, la palla e la voglia di esserci.

La galleria
Quattro giorni al Milano Rugby Festival 2026, categoria per categoria, campo per campo. Azioni, volti, momenti fuori gara, il caldo record del weekend e la pioggia del 2 giugno. Il rugby a sette visto da bordo campo.
Il Milano Rugby Festival torna ogni anno. SPORTSHOTS ci sarà anche nel 2027.
Foto © SPORTSHOTS MAG — Milano Rugby Festival 2026
Milano Rugby Festival — dove seguire il torneo
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